Chi sono

Salvatore Cirafici

Salvatore Cirafici

Salvatore Cirafici

Nato a Catania il 25 settembre 1961, Salvatore Cirafici dal novembre 2012 è Direttore Affari Legali – Acquisti e Servizi Generali at “VISIANT CONTACT” e precedentemente “Chief Executive Officer (C.E.O.) Advisor” in WIND Telecomunicazioni S.p.A.
Già Ufficiale nell’Arma dei Carabinieri, insignito con numerosi “Encomi istituzionali” per operazioni svolte nell’ambito del contrasto ad “organizzazioni terroristiche e mafiose”, decorato con la “medaglia dell’O.N.U. e della N.A.T.O.”, ha militato durante il suo servizio per circa 23 anni in reparti investigativi ed operativi, anche all’estero, quali: la Sezione Speciale Antiterrorismo, l’Alto Commissariato Antimafia, la Direzione Investigativa Antimafia, la CRIMINALPOL – Servizio Centrale di Protezione ed, infine, il 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”.
Congedatosi, a domanda nel 2003, tenuto conto della complessa e consolidata esperienza dirigenziale svolta nella Pubblica Amministrazione, esplicatasi particolarmente nella significativa gestione di risorse umane e mezzi, è stato assunto con contratto da “dirigente” in ENEL Holding S.p.A. e dislocato da subito nella dipendente Società Wind Telecomunicazioni S.p.A..
In Wind TLC S.p.A ha ricoperto, fino al novembre del 2009, quale prima linea dell’Amministratore Delegato e membro dell’Executive Committee, la carica di “Direttore Corporate Governance”, detenendo altresì, giuste procure speciali all’uopo emanate, la qualifica di “Datore di Lavoro”, Responsabile dei Rapporti con l’Autorità Giudiziaria, i Servizi di Sicurezza, le FF.PP. e Responsabile del trattamento dei Dati nonché delegato del Titolare per la rappresentanza e gli adempimenti della Società Wind TLC S.p.A.” ai sensi dell’art. 29 del D.Lgs. 196 del 2003.
Dopo le Lauree in Scienze Politiche, Giurisprudenza e Scienze della Difesa e della Sicurezza Interna ed Esterna, Salvatore Cirafici ha conseguito nell’Anno Accademico 2006/2007 il Master di II° livello in “Analisi Geopolitica e Strategia Globale” , frequentando lo IASD (Istituto Alti Studi della Difesa), presso il “Centro Alti Studi della Difesa“.
Esperto/consulente di problematiche “giuslavoristiche” e concernenti gli “impatti” del “Codice della Privacy” nelle Aziende, è stato docente, dal 2003 al 20010, di Diritto Penale e Diritto Processuale Penale presso L’Università degli Studi dell’Aquila, rispettivamente nei corsi di Laurea Specialistica in Scienze Sociali e Scienze della Prevenzione nei luoghi di lavoro ed, inoltre, dal 2006 al 2009, presso il Master di II° livello “TE.M.IN.CRI.” (Tecniche e Metodologie dell’Investigazioni Criminali) istituito dalla Cattedra di Criminolgia dell’Università Di Roma “La Sapienza”.

La pagina di Salvatore Cirafici su Linkedin.

Scandalo Wind: assolto Salvatore Cirafici

tratto da Prima Pagina News

NEWS PPN
Cro – Scandalo Wind: assolto Salvatore Cirafici
Roma, 12 gen (Prima Pagina News) Una vicenda giudiziaria complessa, finita sulle prime pagine dei giornali, che ha visto l’assoluzione “sotto silenzio” di un uomo dello Stato Il sensazionalismo è un’arma a doppio taglio. Lo sa bene chi finisce in prima pagina per determinate vicende – soprattutto a sfondo giudiziario – magari semplicemente perché accostati a “personaggi” di peso. Succede infatti di vedere il proprio nome, il proprio curriculum, la propria stessa vita inseriti in un meccanismo da “macchina del fango” che è poi difficile fermare. Perfino quando arriva l’ovvia assoluzione. Questa è una storia di quelle. Salvatore Cirafici, manager, esperto e consulente di problematiche “giuslavoristiche” e concernenti gli “impatti” del “Codice della Privacy” nelle Aziende, oggi Direttore Affari Legali – Acquisti e Servizi Generali del Gruppo VISIANT CONTACT, ha avuto (ed ha) un curriculum di altissimo livello maturato al servizio della Pubblica Amministrazione, in particolare nelle Forze Armate – Forze dell’Ordine: dopo l’Accademia Militare di Modena, infatti, è stato un ufficiale superiore dell’Arma dei Carabinieri, oggi in congedo a domanda, sempre impiegato in ambiti operativi nel contrasto ad organizzazioni terroristiche e mafiose, dapprima nella Sezione Speciale Antiterrorismo R.O.S., poi nell’ Alto Commissariato Antimafia e nella D.I.A. (Direzione Investigativa Antimafia), fino alla Criminalpol – Servizio Centrale di Protezione. Nei suoi 23 anni di militanza nell’Arma dei Carabinieri al servizio della Patria e della gente Cirafici Salvatore è stato insignito di numerosi “Encomi istituzionali” per operazioni svolte nell’ambito del contrasto ad “organizzazioni terroristiche e mafiose” e, altresi, per il servizio e le missioni all’estero svolte durante il periodo di Ufficiale in comando presso le Forze Speciali, 1° Reggimento Paracadutisti “Tuscania”, nei Balcani, Medio Oriente e Afganistan, decorato con le “medaglie dell’O.N.U. e della N.A.T.O. Dal 2003 al 2013, Cirafici è stato docente di Diritto Penale e Diritto Processuale Penale presso L’Università degli Studi dell’Aquila, rispettivamente nei corsi di Laurea Specialistica in Scienze della Formazione e Scienze della Prevenzione nei luoghi di lavoro ed, inoltre, dal 2006 al 2009, presso il Master di II° livello “TE.M.IN.CRI.” (Tecniche e Metodologie dell’Investigazioni criminali) istituito dalla Cattedra di Criminologia dell’Università Di Roma “La Sapienza”. Tenuto conto della complessa e consolidata esperienza dirigenziale svolta nella Pubblica Amministrazione, esplicatasi particolarmente nella significativa gestione di risorse umane e mezzi, con tre lauree, in Giurisprudenza, Scienze Politiche e Scienze della Sicurezza Interna e d Esterna, nessuna sorpresa dunque che Salvatore Cirafici sia stato assunto a giugno del 2003, con contratto da “dirigente” in ENEL Holding S.p.A. e dislocato da subito nella dipendente Società Wind Telecomunicazioni S.p.A. In Wind Telecomunicazioni S.p.A. ha ricoperto, fino al novembre del 2009, quale prima linea dell’Amministratore Delegato e membro dell’Executive Committee, la carica di “Direttore Corporate Governance”, detenendo altresì, giuste procure speciali, la qualifica di “Datore di Lavoro”, Responsabile dei Rapporti con l’Autorità Giudiziaria, i Servizi di Sicurezza, le FF.PP., Responsabile del trattamento dei Dati nonché delegato del Titolare per la rappresentanza e gli adempimenti della Società Wind TLC S.p.A.” ai sensi del D.Lgs 196 del 2003. Un curriculum notevole ma, in particolar modo, di “uomo al servizio dello Stato e delle Istituzioni” che però non ha impedito un episodio “ai limiti dell’assurdo”. (Gianluca Bardelli )

(PPN) 12 gen 2016 21:08

Salvatore Cirafici assolto

Delle accuse parlano tutti delle assoluzioni non ne parla nessuno.

tratto da foglioverde.com. In fondo il link alla pagina originale.

Salvatore2Una vicenda giudiziaria complessa, finita sulle prime pagine dei giornali, che ha visto l’assoluzione “sotto silenzio” di un uomo dello Stato

Il sensazionalismo è un’arma a doppio taglio. Lo sa bene chi finisce in prima pagina per determinate vicende – soprattutto a sfondo giudiziario – magari semplicemente perché accostati a “personaggi” di peso. Succede infatti di vedere il proprio nome, il proprio curriculum, la propria stessa vita inseriti in un meccanismo da “macchina del fango” che è poi difficile fermare. Perfino quando arriva l’ovvia assoluzione. Questa è una storia di quelle.

Salvatore Cirafici, manager, esperto e consulente di problematiche “giuslavoristiche” e concernenti gli “impatti” del “Codice della Privacy” nelle Aziende, oggi Direttore Affari Legali – Acquisti e Servizi Generali del Gruppo VISIANT CONTACT, ha avuto (ed ha) un curriculum di altissimo livello maturato al servizio della Pubblica Amministrazione, in particolare nelle Forze Armate – Forze dell’Ordine: dopo l’Accademia Militare di Modena, infatti, è stato un ufficiale superiore dell’Arma dei Carabinieri, oggi in congedo a domanda, sempre impiegato in ambiti operativi nel contrasto ad organizzazioni terroristiche e mafiose, dapprima nella Sezione Speciale Antiterrorismo R.O.S., poi nell’ Alto Commissariato Antimafia e nella D.I.A. (Direzione Investigativa Antimafia), fino alla Criminalpol – Servizio Centrale di Protezione.

Nei suoi 23 anni di militanza nell’Arma dei Carabinieri al servizio della Patria e della gente Cirafici Salvatore è stato insignito di numerosi “Encomi istituzionali” per operazioni svolte nell’ambito del contrasto ad “organizzazioni terroristiche e mafiose” e, altresi, per il servizio e le missioni all’estero svolte durante il periodo di Ufficiale in comando presso le Forze Speciali, 1° Reggimento Paracadutisti “Tuscania”,  nei Balcani, Medio Oriente e Afganistan, decorato con le “medaglie dell’O.N.U. e della N.A.T.O.

Dal 2003 al 2013, Cirafici è stato docente di Diritto Penale e Diritto Processuale Penale presso L’Università degli Studi dell’Aquila, rispettivamente nei corsi di Laurea Specialistica in Scienze della Formazione e Scienze della Prevenzione nei luoghi di lavoro ed, inoltre, dal 2006 al 2009, presso il Master di II° livello “TE.M.IN.CRI.” (Tecniche e Metodologie dell’Investigazioni criminali) istituito dalla Cattedra di Criminologia dell’Università Di Roma “La Sapienza”.

Tenuto conto della complessa e consolidata esperienza dirigenziale svolta nella Pubblica Amministrazione, esplicatasi particolarmente nella significativa gestione di risorse umane e mezzi, con tre lauree, in Giurisprudenza, Scienze Politiche e Scienze della Sicurezza Interna e d Esterna, nessuna sorpresa dunque che Salvatore Cirafici sia stato assunto a giugno del  2003, con contratto da “dirigente” in ENEL Holding S.p.A. e dislocato da subito nella dipendente Società Wind Telecomunicazioni S.p.A.

In Wind Wind Telecomunicazioni S.p.A. ha ricoperto, fino al novembre del 2009, quale prima linea dell’Amministratore Delegato e  membro dell’Executive Committee, la carica di “Direttore Corporate Governance”, detenendo altresì, giuste procure speciali, la qualifica di “Datore di Lavoro”, Responsabile dei Rapporti con l’Autorità Giudiziaria, i Servizi di Sicurezza, le FF.PP., Responsabile del trattamento dei Dati nonché delegato del Titolare per la rappresentanza e gli adempimenti della Società Wind TLC S.p.A.” ai sensi del D.Lgs  196 del 2003.

Un curriculum notevole ma, in particolar modo, di “uomo al servizio dello Stato e delle Istituzioni” che però non ha impedito un episodio “ai limiti dell’assurdo”.

Nella storia di Cirafici, infatti, c’è anche una vicenda giudiziaria con epicentro un’inchiesta della procura di Crotone che lo portò agli arresti domiciliari quando era Direttore Corporate Governance di Wind, e, per tale carica, responsabile, fra l’altro, della Struttura Organizzativa di Wind deputata a trattare e svolgere le richieste di intercettazioni telefoniche da parte delle procure italiane.

L’ipotesi era quella che Cirafici avesse congegnato un sistema per “coprire” utenze telefoniche affidate a uomini delle istituzioni e avesse rivelato ad un indagato, il cui telefono era intercettato, notizie coperte dal “segreto istruttorio”.

Sulla base di queste accuse il GIP del Tribunale di Crotone ha perciò disposto nei suoi confronti la misura cautelare, su richiesta del PM Dr. Perpaolo BRUNI, prescrivendogli “di non allontanarsi dall’abitazione e di non comunicare, con qualsiasi mezzo, con persone diverse da quelle che con lui coabitano”.

L’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex appartenente ai Reparti Speciale dei Carabinieri, Salvatore Cirafici,  rientra nell’ambito dall’inchiesta “Energiopoli” sulla costruzione della Centrale a turbogas di Scandale (per cui non è mai stato coinvolto direttamente) per deflagrare “mediaticamente” poi nella ben più nota  inchiesta “Why Not” (come sopra: per cui non è mai stato coinvolto non solo direttamente ma in ragione della quale non è mai stato indagato), e avviene sulla base di ipotesi di reato che rientrano, secondo l’accusa, in un contesto di favoreggiamento nei confronti della relativa associazione per delinquere emersa.

In particolare, la misura disposta dal gip, ai danni di Cirafici, è motivata in quanto era “Responsabile in Wind dell’organizzazione, gestione ed adempimenti, con piena autonomia gestionale, delle richieste di intercettazioni telefoniche, di informazioni e ogni altra prestazione obbligatoria richiesta dall’Autorità Giudiziaria e dalle forze dell’ordine”.

L’arresto avviene, come già detto, su richiesta del Pubblico Ministero di Crotone Dr. Pierpaolo Bruni, che viene coadiuvato dal consulente dr. Gioacchino Genchi. Da notare che i due hanno già un trascorso: il Cirafici aveva precedentemente denunciato il Genchi in relazione all’inchiesta “Why Not”.

L’inchiesta, che all’inizio si concentra sulle centrali energetiche del crotonese, come accennato, prende un’altra via, quella di Wind, quando entra in scena il Maggiore dei carabinieri, Enrico Grazioli, sul quale la Procura stava indagando ed al quale aveva posto sotto intercettazione l’utenza mobile di servizio in uso e di pertinenza del gestore Telecom.

L’assunto è che Cirafici avrebbe violato la propria posizione di responsabilità, e lo status di pubblico ufficiale, al fine di ostacolare unitamente al Grazioli l’accertamento del reato associativo rivelando al maggiore Enrico Maria Grazioli, persona oggetto di attività intercettiva autorizzata dal gip presso il Tribunale di Crotone, che lo stesso Grazioli era sottoposto ad attività intercettiva.

Non solo: “Il Cirafici rivelando tali fatti coperti da segreto al fine di evitare al Grazioli conseguenze pregiudizievoli e quindi una mancata attribuzione di un più prestigioso incarico pubblico presso i Servizi di sicurezza, che il Cirafici si impegnava procacciare al Grazioli, attraverso segnalazione favorevole al generale Paolo Poletti (vice direttore dell’Aisi, l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna), che già gli aveva garantito il buon esito del trasferimento al quale il Grazioli non avrebbe potuto accedere in caso di pendenze penali a suo carico”.

Lo si accusa, in sintesi, di aver abusato gravemente dei propri poteri utilizzando per altri scopi da quelli leciti le informazioni di cui, per il suo incarico, era entrato in possesso.

Addirittura nascondendo informazioni, informando almeno un indagato che la sua utenza era sotto controllo, e creando utenze che nessuno intercettare o rintracciare.

Contro Cirafici viene perciò mossa una pesantissima mole di accuse senza tenere minimamente conto del suo passato da uomo che è appartenuto alle Forze di Polizia di ed alle Forze Armate, pluridecorato in ambito NATO e ONU.

Una situazione che lui affronta con risolutezza, orgoglio e dignità, avendo dalla sua parte la certezza di non aver commesso nessuna delle irregolarità che vengono fuori dalle carte.

Appare subito “l’incongruità mastodontica dell’accusa” e dei surrettizi articoli giornalistici pubblicati al riguardo: l’utenza mobile telefonica del Grazioli era della Telecom e non della Wind e  pertanto Cirafici non avrebbe potuto sapere o conoscere l’attività di intercettazione svolta da un altro Gestore telefonico ovvero, in alcun modo, di conseguenza, venire a conoscenza di “determinate informazioni” per utilizzarle per altri scopi da quelli leciti.

Inoltre il competente Tribunale della Libertà di Catanzaro, che qualche giorno dopo annulla il provvedimento cautelare degli arresti domiciliari emanato dal GIP di Crotone, dispone, proprio perché i supposti ed ipotizzati reati sarebbero avvenuti senza nessun collegamento e/o nesso di qualsivoglia natura con la suddetta inchiesta denominata “Centrale Turbogas di Scandale”, “che la posizione e il procedimento penale riguardante CIRAFICI” venga stralciato e trasmesso per competenza alla Procura del Tribunale di Roma.

E infatti l’epilogo non può che essere uno e uno soltanto: per quanto riguarda il procedimento penale di Crotone, dove inizialmente Cirafici era stato “ingiustamente” inserito e coinvolto, ad aprile 2010 il pm, d.ssa Gabriella de Lucia, Procuratore della Repubblica di Crotone, ha richiesto l’archiviazione del Procedimento Penale relativo alla Centrale Turbo Gas di Scandale ed il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto l’archiviazione il 15 luglio 2011 in  quanto “deve ritenersi manifestamente infondata la notizia di reato”;

Salvatore Cirafici a novembre del 2011, “dopo 2 anni di calvario mediatico e reputazionale”, dopo aver dovuto affrancarsi dalle procure e deleghe che deteneva in Wind TLC S.P.A. con “gravissimi ed irreparabili danni economici e professionali”, viene prosciolto dal GUP del Tribunale di Roma, Dott. Massimo Di Lauro, dove, per l’appunto,  per competenza era stato trasferito il relativo procedimento penale, con la “sentenza di non procedibilità” ai sensi dell’art 425 C.P.P.  ovvero poiché i “fatti” non sussistono”: è importante “notare e riflettere” sul fatto che “è stato sentenziato”, da parte del Giudice,  non l’insufficienza di prove, riguardo i fatti-reato contestati, ma “è stato stabilito”, da questi, che “i fatti non sussistono”, ovvero “infondati”, “mai esistiti”;

Intanto, qualche mese dopo, il Grazioli, accusatore del Cirafici e da questi denunciato per calunnia, viene arrestato per “tentata estorsione” relativa a tutt’altra vicenda (venendone poi assolto «perché il fatto non sussiste»).

Si sa come funziona: delle accuse parlano tutti, tra alzate di sopracciglia e perfino sorrisini, con occhiate di sdegno e quel “vergogna” sussurrato più o meno a mezza bocca.

Ma delle assoluzioni e dei fatti che le hanno prodotte non ne parla nessuno, troppo impegnati ad accusare qualcun altro magari.

Provate voi stessi: andate su “Google” e digitate “Salvatore Cirafici arresto”, troverete una gran quantità di resoconti sui domiciliari appunto, e sulla vicenda penale, dichiarata successivamente infondata, in sé.

Ora provate a cercare “Salvatore Cirafici assolto”… poco o nulla, vero?

Già, forse c’è qualcosa che non funziona nel modo in cui la giustizia si muove e in cui questa viene raccontata.

Un mix esplosivo da cui si esce solo se si ha fiducia nell’onestà del proprio operato, se “non cedi” e si ha la certezza di aver sempre agito con cristallina integrità.
Come può raccontarvi Salvatore Cirafici.

G. B.

 

link pagina originale: foglioverde.com